Allerta meteo, clima estremo, danni da tempesta. Come mettere in sicurezza le giovani piante?

L’importanza di ancorare i nuovi alberi con sistemi innovativi, per la sicurezza delle persone, delle auto e degli edifici.

Il cambiamento climatico sta rendendo gli eventi meteorologici estremi sempre più frequenti e intensi. A partire da marzo 2025, l’Italia ha assistito a una serie di fenomeni, tra cui forti grandinate, venti impetuosi e piogge torrenziali, che hanno lasciato dietro di sé un’ampia scia di danni, in particolare per quanto riguarda il patrimonio arboreo.

Considerando la frequenza crescente di eventi climatici estremi — nel 2024 in Italia si sono registrati 351 eventi meteo estremi, il costo totale a livello nazionale è presumibilmente nell’ordine delle centinaia di milioni ogni anno, anche senza una stima ufficiale.

Esempi significativi a livello comunale

• Monza (luglio 2023–luglio 2024): i danni complessivi (edifici pubblici e privati, verde urbano) sono stati stimati in circa 75 milioni €, di cui almeno 1,5 milioni € stanziati subito per interventi urgenti e riparazioni sugli edifici pubblici legati ai danni da maltempo.

• Milano (estate 2023, ma con impatti prolungati nel 2024): i danni superano i 60 milioni € solo per le problematiche legate ai nubifragi estivi, inclusi 13,5 milioni € di danni alle scuole dovuti alla caduta di alberi e rami.

• Torino (estate 2024): più di 200 alberi caduti, con una spesa complessiva di circa 230 000 € per la sola rimozione, oltre ad ulteriori 120 000 € per manutenzione straordinaria e potature d’emergenza.

• Imola (settembre 2024): dopo l’alluvione, il Comune ha impegnato circa 625 000 €, di cui 135 000 € solo per rimuovere alberi e detriti.

• Macerata (dicembre 2024): il Comune ha speso 5 500 € per due interventi urgenti di rimozione di alberi caduti, senza considerare i danni ad edifici e automezzi.

• In Emilia-Romagna nel 2023, lo Stato e la Regione avevano stanziato oltre 2 milioni di € per decine di interventi urgenti sulle alberature, con importi compresi tra 20 000 € e oltre 37 000 € a singolo comune, legati a danni da maltempo e grandinate improvvise.

Alberi sradicati, rami spezzati e piante giovani divelte, sono purtroppo diventati uno spettacolo comune, evidenziando la necessità di “mettere in sicurezza le piante” per preservare sia il verde pubblico che l’incolumità di persone o cose.

La costruzione e la gestione del verde urbano e paesaggistico deve evolversi per affrontare queste nuove sfide.

Non si tratta più solo di piantare e curare, ma di adottare strategie e strumenti proattivi, per garantire la stabilità e la sopravvivenza delle piante.

La soluzione risiede nell’implementazione di tecniche di messa a dimora in sicurezza evolute, che vadano oltre i tradizionali tutori per alberi a vista, spesso antiestetici e non sempre efficaci contro le raffiche di vento più violente.

Ancorare, è meglio che riparare.

Una particolare attenzione va posta sull’importanza di ancorare le piante giovani con sistemi innovativi.

Le piante, appena messe a dimora, sono le più vulnerabili agli eventi atmosferici avversi, non avendo ancora sviluppato un apparato radicale sufficientemente robusto.

È qui che gli ancoraggi sotterranei per piante rappresentano una svolta.

Questi sistemi di ancoraggio alberi, invisibili in superficie, garantiscono stabilità e sostegno alla pianta, favorendo nel contempo uno sviluppo radicale naturale e robusto.

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Ancoraggio sotterraneo alberi: in che modo Tutor Sikur System favorisce la sicurezza e la stabilità delle piante?

Nell’ancoraggio di una pianta al terreno, prodotti come “Tutor Sikur System” di Tutor International si affermano come una soluzione tecnica innovativa.

A differenza dei tradizionali sostegni per piante in legno, gli ancoraggi con ancore metalliche modello Tutor Sikur System, sono progettati per offrire un supporto invisibile ma efficace, proteggendo le piante dalle sollecitazioni del vento.

Se vi state chiedendo come fa un ancoraggio sotterraneo a sostenere una pianta in caso di vendo, cercheremo di spiegarvelo nel modo più semplice possibile:

L’ancoraggio sotterraneo della zolla con le ancore, agisce molto più in profondità nel terreno rispetto a un palo di sostegno per piante (fino a un metro, sotto il livello della zolla dell’albero).

Un ancoraggio con ancore, come Tutor Sikur System, è dotato di 3 ancore metalliche, distribuendo meglio rispetto ad un palo in legno, le sollecitazioni meccaniche e le inerzie.

Il fissaggio della zolla alle ancore metalliche, avviene grazie ad una cinghia, che evita di tagliare le radici della giovane pianta e le lascia libere di svilupparsi in modo naturale o di rigenerarsi dopo il trapianto da un vaso/mastello.

Fissando la pianta al suolo, senza ostacolarne la crescita delle radici, l’apparato radicale si espande nel terreno e si irrobustisce, aumentando sensibilmente la resistenza al vento ed alle oscillazioni.

Le cinghie dei sistemi Tutor Sikur System hanno un cricchetto, grazie al quale si può regolare il livello di tensione e di schiacciamento delle radici verso il suolo ed un anello regolatore, che aiuta a mantenere la cinghia il più vicino possibile al colletto della pianta. Questa condizione, aiuta a mantenere il baricentro della pianta stabile ed a scaricare le inerzie in caso di vento.

L’azione combinata di tutti questi elementi, fa sì che la pianta sia libera di oscillare, ma “imbrigliata” al terreno da ancore, cinghie e radici consolidate.

La differenza con i pali in legno, sta nel fatto che i pali sono collegati alla pianta, solo tramite dei legacci e scaricano le inerzie in modo meno efficiente.

Se la castellatura cede (per scarsa manutenzione, deterioramento del legno, assestamento del terreno in cui viene piantato il palo) la pianta non riesce più a fare affidamento al suo sostegno e quindi, completamente in “balia del vento”.

Ancoraggio di una pianta: tecnologie ed investimenti: il valore sta nella sicurezza.

L’investimento in tecnologie di ancoraggio delle piante è fondamentale per costruire un futuro più resiliente delle vostre aree verdi.

Adottare un approccio lungimirante alla gestione del verde, che preveda e includa l’impiego di ancoraggi sotterranei e altre soluzioni innovative, non è solo una questione estetica o di manutenzione, ma un passo essenziale per la sicurezza e la sostenibilità ambientale.

Proteggere le nostre piante significa proteggere noi stessi ed i nostri luoghi, garantendo che possano continuare a svolgere il loro ruolo vitale nell’ecosistema urbano e naturale, anche di fronte a un clima in continua evoluzione.

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Quanto costa un tutore per albero?

Se si considera un costo medio a pianta di poche decine di €, mediamente dai 20€ ai 40/60€ per singola pianta a seconda delle dimensioni della zolla, è chiaro che i benefici superano di gran lunga l’aspetto economico.

Un’albero che cade poco dopo essere stato messo a dimora, tendenzialmente è destinato ad essere sostituito o riposizionato. Già questo aspetto è un costo che supera ampiamente quello di un ancoraggio.

Se consideriamo un albero, anche giovane, che viene abbattuto da un vento forte e cade su una macchina, il danno può essere ancora peggiore, superando le migliaia di €.

Nel caso in cui cadesse addosso ad una persona, il danno è incalcolabile e può rappresentare veramente una tragedia.

E’ chiaro che, vista la potenza del vento e delle tempeste, anche gli ancoraggi con ancore e cinghia hanno dei limiti. Non sono indistruttibili e nemmeno certificano che la pianta non cadrà.

Tuttavia, possono limitare fortemente i danni, in caso di maltempo o fenomeni piovosi di media entità.

Di sicuro, escludere qualsiasi forma di ancoraggio, solo per risparmiare, non è mai un vantaggio e può rappresentare un grosso fattore di rischio.

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