Bordi per aiuole, profili angolari o casseri di contenimento in acciaio corten: quali scegliere e perché?

Quali scegliere e perché

Bordi, profili angolari o casseri di contenimento in acciaio corten?

Bordi per Aiuole In Acciaio Corten Ironline PL Turo International Srl

Nel settore del giardinaggio e dell’edilizia, si sta vivendo un cambiamento importante, ossia la progressiva sostituzione dei cordoli in cemento, nel contenimento delle pavimentazioni.

Finora, la quasi totalità di marciapiedi, vialetti, pavimentazioni drenanti o resinate, viene perimetrato, da entrambi i lati, con cordoli in cemento.

In un mondo dove si va sempre più verso criteri di sostenibilità e riciclo, i progettisti o gli enti pubblici, stanno percorrendo soluzioni alternative, che però le imprese di costruzioni faticano ad adottare, perché sono ancora troppo legate al settore del cemento.

Fatta questa breve premessa bisogna aggiungere una ulteriore difficoltà; sul mercato esistono da anni alternative ai cordoli in cemento, come ad esempio le bordure per aiuole in acciaio corten o dei profili in acciaio corten customizzati realizzati dai fabbri.

In molti casi, queste soluzioni vengono realizzate per altri scopi, come perimetrare delle aiuole o separare il prato da un vialetto da giardino, e quindi, non sono progettate per resistere alle sollecitazioni provocate dai macchinari per l’edilizia.

Cosa succede durante il cantiere? Che i lavori non vengono bene, i costi per gestire i problemi in cantiere aumentano e le imprese di costruzione si inventano dei palliativi rimettendoci anche economicamente. A questo punto più che un incentivo, le soluzioni alternative vengono viste come una minaccia, per chi deve realizzare un contenimento.

Questo articolo, fa una panoramica delle principali soluzioni tecniche sul mercato, alternative ai cordoli in cemento e aiuta progettisti, committenti, imprese di costruzione o artigiani impiantisti, a scegliere nel modo corretto, quale sistema utilizzare.

Soluzione n.1: I BORDI PER AIUOLE in diversi materiali come Ironline PL, Borderal, Bordervip, Tuboline

I bordi per aiuole, soprattutto quelli in acciaio corten, essendo una delle soluzioni più semplici reperibili sul mercato, spesso vengono scelti dai progettisti come una alternativa ai cordoli in cemento, ma nel 70% dei casi, sono la soluzione sbagliata.

Esistono diverse tipologie di bordo con diversi spessori e altezze. Dalla loro parte hanno il vantaggio che possono curvare meglio di un cordolo in cemento e si riduce sensibilmente il peso. Quindi sono facili da installare ed a basso costo.

In più, sono disponibili in diverse altezze e questo le rende compatibili con diverse tipologie di inerti o pavimentazioni.

Di contro, non sopportano le pressioni laterali, quando vengono utilizzati per contenere una pavimentazione si deformano in modo incontrollabile sotto le sollecitazioni dei rulli compressori e se sono di spessori elevati (5/8 e 10mm) vogliono calandrate (curvate) in officina.

D’altronde è naturale che sia così: si sta cercando di utilizzare, convinti di risparmiare, un prodotto che è nato per dividere delle aiuole con dei fiori al posto di uno che resiste a catrame, ghiaia resinata, terra stabilizzata e cemento lavato.

Consentiteci il paragone; è un po’ come scalare le montagne, con le lenzuola, al posto delle funi.

I bordi per aiuole, lo dice il nome stesso, servono per creare aiuole di piccole o grandi dimensioni, oppure per separare la terra da un vialetto in ghiaia libera.

Nulla vieta di utilizzarli per altri scopi, ma bisogna essere consapevoli che sono necessari stratagemmi in cantiere che prevengano le problematiche descritte. Ad esempio, si possono gettare le bordure con il cemento, oppure contraffortare, ma ciò non elimina del tutto i rischi.

Sconsigliabile, inoltre utilizzare bordi per aiuole in plastica. Nonostante il costo sia tra i più competitivi in assoluto, sono prodotti sviluppati per essere flessibili e sui tratti rettilinei, non risulterebbero adeguati.

Decisamente meglio scegliere l’acciaio corten o l’alluminio come tipologia di materiale per la rigidità e resistenza alle sollecitazioni, ma anche per la durata, superiore a quasi tutte le tipologie di bordo in plastica reperibile in commercio.

Soluzione n.2 : Profili angolari in acciaio corten o altri materiali come Flexyline, Flexyal e Ironflex PL

La seconda soluzione che spesso viene scelta, per sostituire i cordoli in cemento nel contenimento delle pavimentazioni sono i profili ad “L” angolari.

Nati per dividere pavimentazioni in gres porcellanato, cotto, mattoni da giardino, lastre sinterizzate, questi profili hanno altezze molto basse, di solito 5-10cm

Il vantaggio che hanno rispetto ai bordi per aiuole tradizionali è che hanno una base di appoggio al terreno che gli permette di essere tassellati su massetti in cemento, velocizzando drasticamente la realizzazione del contenimento.

Inoltre, essendo di spessori non elevati, (2mm rispetto a 4-5-7-10mm dei prodotti realizzati dai fabbri)  e grazie al loro design, hanno raggi di curvatura molto ampi che permettono di realizzare senza difficoltà figure curvilinee o complesse.

I nostri sistemi, poi, hanno un ulteriore vantaggio; possono essere fissati anche tramite l’ausilio di un picchetto in acciaio corten, direttamente nel terreno. Qusto, potenzialmente abbatte drasticamente l’uso di cemento, favorendo così tutti gli aspetti di natura ecologica ed eco-compatibile.

Abbiamo trovato la soluzione alternativa ai cordoli in cemento? No. O meglio, ni.

Se le pavimentazioni non vengono compresse con rulli compressori, rane o strumenti che esercitano forti pressioni, questa soluzione potrebbe essere una alternativa, ma è il progettista che deve capire se questo sistema è adattabile al contesto.

Bisogna valutare con attenzione, il fondo su cui viene posato il profilo angolare (meglio tassellarlo se deve contenere una pavimentazione resinata o in gomma colata) e l’altezza della pavimentazione.

Oltre ai 10 cm di altezza, infatti, il peso stesso degli inerti, esercita una forza laterale, che espande e contrae la pavimentazione anche dopo essere stata posata. In più, c’è considerare il calore generato dal sole, sia sul metallo che sulla pavimentazione. Se l’aumento di temperatura non viene compensato, si rischia che il profilo si stacchi dalla pavimentazione o si deformi in modo incontrollabile, andando a pregiudicare il risultato finale.

Di certo però, questo genere di profilo è più leggero e curvabile di un cordolo in cemento o di mattoni in porfido o tufo e permette di acquistare fino a 10 cm in più di spazio calpestabile. (spessore 2-5mm vs 5-10 cm di un cordolo in cemento). Questo aspetto, soprattutto per i progettisti, conta, in quanto sappiamo bene che essere ecologici e rispettosi dell’ambiente significa prima di tutto utilizzare meno suolo possibile per le costruzioni.

Soluzione n.3: I sistemi di perimetrazione laterale per marciapiedi come Ironline MA

Considerati in modo errato come una evoluzione dei bordi, i sistemi di contenimento laterale per marciapiedi a vista, sono uno dei prodotti che più inganna progettisti e le imprese di costruzione nella valutazione di una soluzione alternativa ai cordoli in cemento.

Tutti pensano che una piastra angolare, con agganciato un bordo per aiuole posizionato in verticale, sia sufficientemente resistente, da contenere una pavimentazione in terra stabilizzata o cemento lavato. Errore CLAMOROSO.

Una piastra, simile a quella brevettata dell’Ironline MA, è un supporto che nasce per fissare un bordo a vista ad un marciapiede o al gradino di una scala, compensando e dilatazioni termiche.

Sistemi di contenimento in acciaio corten a vista Ironline MA Tutor International Srl

L’obiettivo di questo supporto, nel nostro caso è compensare l’allungamento e l’accorciamento di un bordo in metallo che rimane esposto a vista al sole per tutte le ore del giorno.

Se non si calcolano correttamente le tolleranze, infatti, in base all’altezza ed alla lunghezza del contenimento, la bordura per aiuola tassellata al marciapiede o il profilo ad l di 90°, potrebbe esplodere, sfilandosi lateralmente o addirittura tranciando i tasselli con cui viene fissata al marciapiede.

 

Ma qual è il vantaggio di avere un sistema del genere allora?

Sicuramente la riparabilità e l’estetica; quanto sono brutti i marciapiedi che hanno dei rappezzi in cemento di diversi colori, cordoli staccati e mai rimessi, angoli sbeccati o segnati dalle macchine?

Un bordo in acciaio corten, anche se viene danneggiato, è facilmente sostituibile, resiliente (significa che se lo segni, torna ad ossidarsi come prima e non si vede) e uniforme da vedere.

Inoltre, permette ai progettisti di avere maggiore superficie calpestabile e non servono grandi quantità di cemento per il fissaggio (in alcuni casi si puù fissare anche senza cemento).

Avendo un costo, inferiore ai casseri, Ironline MA è stato subito identificato come un sostituto, sbagliando clamorosamente questa interpretazione progettuale.

Una zanca, anche se posizionata a poca distanza dall’altra, non resiste alla compressione laterale, senza un montante che la tenga in trazione. Ne tratti dritti, ad aggravare la situazione, più il bordo è alto, più si deforma.

Ultimo ma non meno importante, per poter agganciare 2 barre di bordo su una zanca, il supporto dovrà avere delle dimensioni ingombranti, che nei tratti curvilinei, non si piegano, rendendo necessario una pezzo speciale per tratti curvilinei.

E’ chiaro quindi, che lo scopo di questo sistema di ultima generazione, è contenere marciapiedi lasciando la lamina di corten a vista e compensando le dilatazioni termiche dell’acciaio coten, cosa che non avviene con i bordi per aiuole o i profili angolari per pavimentazioni.

Nessuno vieta, cementificando o contraffortando Ironline MA, di usarlo come sistemi di contenimento per viali, percorsi pedonali o parcheggi, ma le problematiche che potrebbe generare questo utilizzo improprio in cantiere, esporrebbero impiantisti o imprese di costruzione a rallentamenti di cantiere o costi non preventivati.

Ne vale la pena?

Soluzione n.4 : i Casseri di contenimento per pavimentazioni come Ironflex Road System Irs

I casseri, sono l’unica alternativa attualmente disponibile sul mercato, per contenere le pavimentazioni, riducendo al minimo i disagi in fase di cantiere.

In cosa si differenziano rispetto a bordi o profili angolari?

Un cassero è un profilo angolare, al quale viene applicato un montante laterale di rinforzo. Per i non addetti ai lavori, si tratta di un supporto, posizionato in obliquo, che tiene puntellato il bordo verticale del profilo, andando a contro-bilanciare le spinte dei macchinari che vanno in riempimento e il peso stesso degli inerti.

Cosa vuol dire?

Significa che una volta posato, il sistema è auto-portante e quindi resiste sia al peso degli inerti, che alle sollecitazioni meccaniche dei macchinari che vanno a comprimerli dentro la carreggiata durante la messa in opera.

Significa che una volta posato, il sistema è auto-portante e quindi resiste sia al peso degli inerti, che alle sollecitazioni meccaniche dei macchinari che vanno a comprimerli dentro la carreggiata durante la messa in opera.

Il vantaggio distintivo dei casseri è che vengono realizzati con lamine di spessore inferiore a quelle tipiche della carpenteria (2mm rispetto a sistemi tradizionali di 5-8-10mm)

Non hanno quindi la necessità di essere curvati in officina, risparmiando i costi di calandratura, perché possono essere adattati in campo senza particolari complessità.

Nascendo specificatamente per sostituire i cordoli in cemento, un sistema come Ironflex Road System (I.R.S.) compensa anche i dislivelli in altezza (cosa che non fanno nè bordi nè profili angolari) e non necessita di cemento per essere fissato.

Il risparmio di non dover usare calcestruzzo armato o malte cementizie per fissare il cassero, si traduce in maggiore ecologia, minori costi e una diminuzione drastica delle tempistiche di cantiere.

Sia in fase progettuale che in sede di appalto, vale la pena di prendere in considerazione i casseri, come nuova filosofia progettuale perché altrimenti si continua a ripiegare su soluzioni a basso costo che risultano totalmente inadeguate in fase di messa di messa in opera.

Ci auguriamo che questo approfondimento aiuti chi lo legge a interpretare meglio quali sistemi utilizzare per realizzare giardini, viali, marciapiedi e piste ciclabili con il minimo impatto ambientale, mettendo al primo posto lo scopo progettuale e non l’obiettivo economico.

Il prezzo è una componente nella decisione di quale soluzione adottare, ma come si può vedere, non c’è solo quello.

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