Deforestazione: soluzioni, prodotti e approcci per la protezione delle piante

La lotta ai cambiamenti climatici parte dalle giovani piante, anzi, dalla loro difesa

Un modo etico e sostenibile per compensare la C02 che immettiamo in ambiente e contenere il fenomeno della desertificazione è quello di rinverdire il pianeta con nuove specie di piante, in grado di attecchire in condizioni climatiche sempre più estreme.

Questo processo, viene definito “riforestazione urbana” e coinvolge numerosi progetti in tutto il mondo. In Italia, ad esempio, il P.N.R.R. ha finanziato la produzione e la messa a dimora di 6.600.000 piante nel triennio 2022-2025.

L’Unione Europea, complessivamente, ha stanziato quasi il 19% del PIL totale dei suoi stati membri, in progetti di riforestazione, sviluppo e riqualificazione del verde, sia pubblico che privato.

Gli obiettivi sono raggiungere la Carbon Neutrality entro il 2030 (Net0 – 2030) e fornire un contributo tangibile contro i cambiamenti climatici.

La riforestazione, di per sé, è un fenomeno affascinante ed a tratti addirittura contestato, perché gli obiettivi dell’accordo di Parigi del 2023 a contrasto dei cambiamenti climatici, sono molto sfidanti e le tempistiche, molto ristrette.

Mettere a dimora le piante, infatti è l’ultimo step di un percorso complesso, che molto spesso viene completamente ignorato.

Un albero da riforestazione, ad esempio, deve essere:

  1. selezionato a livello di seme, per resistere alle nuove condizioni climatiche nel quale la pianta verrà messa a dimora;
  2. fatto crescere per alcuni anni;
  3. selezionato e venduto (prima nella Grande Distribuzione e poi nelle rivendite o nei garden center).

Solo alla fine di questo percorso, viene acquistato dal cliente finale o messo a dimora all’interno di un progetto di riforestazione.

Protezione delle Piante: cosa succede dopo la messa a dimora?

Una volta che la pianta viene messa a dimora, di fatto, è come se fosse rinata per la seconda volta: deve attecchire nel terreno e sviluppare radici forti per sopravvivere nel nuovo ambiente.

In questo habitat si deve difendere dalle erbe infestanti, dal vento, altri fenomeni atmosferici, siccità, fauna locale e dall’uomo che potrebbe danneggiarla con decespugliatori, macchinari o in altri modi.

Renashe di Tutor International, ad esempio è un kit tutto compreso, che aiuta a proteggere le giovani piante nei progetti di rinverdimento e nelle prime fasi dopo il trapianto.

Se l’alberatura non viene difesa in queste prime fasi, la giovane pianta può anche morire.

Sapevate che le percentuali di morte fisiologica delle piante forestali si attestano negli ultimi anni attorno al 10% (fonte) ma si può arrivare anche al 35/40% nel caso di totale assenza di sistemi di protezione, dopo la messa a dimora?

Dal momento in cui, per avere una pianta forestale sono necessari mesi, o anni, è fondamentale proteggere l’investimento. Ciò è possibile con semplici pratiche o con prodotti specifici per la difesa delle piante. Tra questi ritroviamo gli Shelter (protezioni verticali del tronco), le quadrotte (protezioni orizzontali e perimetrali dalla base del tronco) e i collari (protezione del colletto della pianta adulta).

Differenza tra il significato di riforestazione e rinverdimento: contesti pubblici e privati

La riforestazione è l’azione da parte dell’uomo di rigenerare le foreste che vengono distrutte per lo sfruttamento del legname, incendi o la conversione in pascoli e terreni agricoli. Così viene definita dal WWF e riteniamo che sia un significato sempre attuale.

Il rinverdimento, è l’azione da parte dell’uomo di miglioramento di un luogo o un ambiente, attraverso la piantumazione di giovani piante, in grado di mitigare i danni derivanti da fenomeni climatici estremi o aumentare la qualità del verde pubblico o privato.

Di per sé i due concetti espressi si assomigliano e sono complementari l’uno all’altro. In sostanza, si differenziano perché la riforestazione riguarda interventi di grande portata e grandi spazi, con centinaia o migliaia di piante di diversi tipi in un unico progetto. Gli interventi di rinverdimento, di norma, sono di dimensioni più contenute e molto più capillari sul territorio.

Il processo di riforestazione, infatti, dura decine di anni, perché comporta la ricostruzione di un ecosistema foresta, con decine di varietà di piante ed organismi differenti, che devono convivere in armonia tra di loro.

Il rinverdimento invece riguarda progetti pubblici o privati, locali, con specie di piante autoctone che vengono immesse all’interno di un paesaggio. L’obiettivo intende abbellire e migliorare agronomicamente un contesto urbano o aumentare il numero piante pro-capite per zona.

In entrambi i casi, però, le piante necessitano di protezione, fintanto che non saranno attecchite nel nuovo ambiente e inizieranno a svilupparsi in modo autonomo e sano.

Esempio di Progetto di Rinverdimento

Riforestazione, Rinverdimento

Ripiantumazione e Riforestazione: procedura e fasi chiave

Esempio di intervento di riforestazione

Negli appalti pubblici per progetti di riforestazione, rinverdimento o per interventi di mitigazione acustica e ambientale il processo è lungo e articolato:

  • Fase 1: Studi di Fattibilità. L’ente dà il via ad una valutazione preliminare dell’intervento, affidando l’incarico di analisi del territorio e delle esigenze ad agronomi, architetti e dottori forestali.
  • Fase 2: Progettazione. Viene commissionata tutta la fase progettuale che prevede la stesura finale di un capitolato di gara d’appalto, in cui vengono elencate varietà di piante, numero, specifiche, come devono essere piantumate, quando e come devono essere protette.
  • Fase 3: Gara d’appalto. L’ente o i committenti hanno reperito i fondi e approvato il progetto. in questa fase, viene aperta una procedura di gara d’appalto per assegnare il lavoro a imprese del settore
  • Fase 4: Assegnazione della gara d’appalto. L’’ente analizza le candidature e decide chi metterà in opera il progetto, assegnando l’incarico.
  • Fase 5: Acquisto delle piante e dei materiali. Le imprese reperiscono le piante ed i materiali per mettere in opera il progetto e si iniziano i lavori di cantiere.
  • Fase 6: Piantumazione. Tutte le piante vengono messe a dimora e vengono installati i sistemi di protezione
  • Fase 7: Verifiche Periodiche. Successivamente alla piantumazione, vengono predisposti dei controlli periodici che verificano l’attecchimento delle piante e predispongono eventuali manutenzioni, sostituzione piante morte, sfalcio erba, irrigazioni, fertilizzazione, trattamenti…).

In linea di massima, con le relative eccezioni, questo processo è similare in tutti gli interventi che vengono progettati.

Per lavori di rinverdimento o progetti più semplici non viene seguito un iter così complesso. Ad esempio, come la messa a dimora di piante nelle giornate ecologiche, durante le manifestazioni scolastiche di educazione ambientale o nell’ampliamento di boschi aziendali o scarpate private.

Per lavori di rinverdimento o progetti più semplici non viene seguito un iter così complesso. Ad esempio, come la messa a dimora di piante nelle giornate ecologiche, durante le manifestazioni scolastiche di educazione ambientale o nell’ampliamento di boschi aziendali o scarpate private.

Di norma, i vivai regionali mettono a disposizione delle piante per progetti di rinverdimento. I cittadini le prenotano, vanno a ritirarle in vivaio o durante una manifestazione aperta al pubblico, acquistano sistemi di difesa basici (shelter, quadrotte o collari), le portano a casa e le mettono a dimora.

Nel caso in cui si tratti di un progetto di rinverdimento di piccole dimensioni, un’iniziativa scolastica di educazione ambientale o un’iniziativa di qualche organizzazione ambientale, le piante vengono messe a dimora in affiancamento a professionisti del settore verde che suggeriscono buone pratiche di piantumazione e insegnano ad applicare le protezioni.

Come si protegge una pianta dopo averla messa a dimora nel terreno?

I sistemi di protezione per piante sono sostanzialmente di 2 tipologie

  • Protezioni orizzontali (stuoie, feltri, o pacciamature) che vengono appoggiati alla base della pianta, sopra la zolla, in orizzontale.
  • Protezioni verticali (shelter per piante) che vengono posizionati in verticale a protezione del tronco.

Protezioni a Terra: ruolo e vantaggi delle protezioni orizzontali

Di norma i sistemi di difesa delle piante posti a contatto con il terreno sono in formato rotondo (dischi) o quadrato (quadrotte). Si tratta di feltri di varia natura a base di fibre, soprattutto biodegradabili, come canapa, juta o altri materiali.

Hanno il compito di proteggere la zolla dall’invasione delle erbacce infestanti e permettono di identificare la pianta messa a dimora, in zone dove cresce l’erba.

La forma (rotonda o quadrata) è legata al contesto di utilizzo. Per chi fa grandi produzioni in vaso, ad esempio i vivai, la forma rotonda è perché questi dischi vengono utilizzati all’interno dei vasi.

Mettere un disco da pacciamatura nel vaso, infatti, limita fortemente lo sviluppo di infestanti, riduce i costi di manutenzione e aiuta a mantenere l’umidità delle piante. Ciò supporta la crescita della pianta e ottimizza il dispendio idrico nel ciclo produttivo.

Quadrotta di protezione per giovani piante

La quadrotta viene posizionata prima dello shelter, infilandola attorno alla base della pianta tramite l’apposito taglio.

Questa operazione, facilissima e veloce, crea un perimetro attorno al tronco (ancora piccolino e poco sviluppato) oscurato dal sole.

L’oscuramento limita fortemente lo sviluppo delle erbacce infestanti sotto alla quadrotta, andando a difendere le radici dell’albero, che stanno attecchendo nel terreno.

Per chiudere la quadrotta, evitando che si apra e voli via, oppure che venga tolta, si mette una o più forcella in ferro (una specie di graffetta).

Posizionare una forcella è altrettanto facile, perché basta tenerla leggermente premuta in mano e batterla con un martello verso il terreno.

Esempio di Quadrotta Biodegradabile certificata in Canapa

Quando l’albero viene messo nel terreno, si utilizza maggiormente la quadrotta, perché consente di minimizzare gli sfridi e si può lavorare con dimensioni maggiori (40cmx40, 50cmx50 o anche superiori in casi speciali).

Entrambi i sistemi, hanno una problematica: devono essere “chiusi”. Cosa significa? La quadrotta o il disco, si infilano alla base del tronco della pianta, grazie a un taglio che viene fatto partendo da un lato, fino al centro.

Se questo taglio, fatto apposta per infilare il tutto attorno alla pianta rimane aperto, potrebbe sfilarsi o venire tolto accidentalmente. È necessario quindi utilizzare una forcella, ossia una graffetta a forma di U, che unisce entrambi i lati tra di loro e tiene schiacciato il feltro verso il basso. Se si vuole che tutto il feltro rimanga bello aderente al terreno, si possono utilizzare più forcelle. Sono un materiale semplice da reperire e molto economico a pochi centesimi.

Protezioni Verticali: Shelter per la difesa delle piante

Esempio di shelter biodegradabile in cartoncino

Gli Shelter sono sono dispositivi utilizzati per proteggere le giovani piante, in particolare gli alberelli appena piantati, con varie forme e altezze.

Chi fa produzione e protezione delle piante e dei sistemi del verde deve fare i conti con diversi rischi ambientali, faunistici o produttivi:

  • Difendere le giovani piante dai cambiamenti climatici e dalle basse temperature. Tale protezione si estende anche a fenomeni come le grandinate, forti piogge o venti particolarmente intensi.
  • Sviluppare condizioni favorevoli per la pianta (microclima). Gli shelter creano un microclima favorevole attorno alla pianta che può agevolare una crescita più rapida. Proteggono dalla disidratazione causata dal vento e contemporaneamente, permettono l’accumulo di un certo grado di umidità e calore, il che può stimolare la crescita della pianta.
  • Difendere le piante dagli animali (lepri, caprioli, roditori, cinghiali, ungulati e tutta la fauna selvatica). Una delle principali ragioni per l’uso degli shelter è proteggere le giovani piante dagli animali che possono mangiare le foglie e i rami o danneggiare la pianta. La barriera fisica (rappresentata dallo shelter) impedisce agli animali di raggiungere fisicamente la pianta o consumare la parte vitale, come le gemme o i rami. È un po’ come installare un sistema di difesa perimetrale, più o meno grande, attorno alla pianta.
  • Difendere le piante dai trattamenti fitosanitari o di diserbo localizzato (vigneti, frutteti, coltivazioni agricole) e dai danneggiamenti meccanici (come la falciatura o l’erbicidazione o i danni accidentali)
  • Aumento della percentuale di sopravvivenza contro le erbacce. La competizione con le Erbacce che si sviluppano attorno alla pianta (se non sia adotta nessun sistema come la quadrotta o la pacciamatura) è causa di rischio per la morte di una giovane pianta. Alcuni shelter possono limitare la crescita delle erbacce attorno alla base della pianta. In tal modo che le giovani piante, abbiano meno concorrenza per l’acqua, per i nutrienti e nello sviluppo dei rami.
  • Facilità di Identificazione e manutenzione della pianta. Le piante protette con shelter sono più facili da identificare in un terreno ampio o in aree dove la vegetazione circostante è fitta. Se le piante sono facilmente identificabili, gli addetti alla manutenzione possono prestare maggiore attenzione durante le operazioni di sfalcio o di passaggio, evitando i danni accidentali o addirittura il taglio involontario della pianta.

Ecco alcune delle principali finalità e vantaggi nell’uso degli shelter, ciò che ci piace pensare è che sia chiaro, il valore che questi prodotti offrono per le piante.

Per questo motivo, in funzione delle esigenze, gli shelter hanno diverse forme

  • shelter protezione piante (rotondi)
  • shelter protezione piante (quadrati)
  • Shelter aperti
  • Shelter chiusi
  • A rete
  • In rotolo
  • Shelter auto avvolgenti
  • Shelter biodegradabili
  • In materiali plastici resistenti al sole ed agli UV, come l’HDPE o il Polipropilene
  • In materiali ad alta resistenza

Molti shelter, tuttavia, per rimanere in piedi necessitano di un supporto rigido che li tenga in piedi, o chiusi.

Di solito si utilizzano le canne di bambù di piccolo diametro (circa 1cm) che uniscono la funzionalità ai vantaggi ecologici (si disperdono in ambiente senza inquinare).

Cos’è Renashe?

Renashe è un kit composto da tutto ciò che serve per proteggere una giovane pianta

Origini e vantaggi di Renashe: la soluzione innovativa per la protezione delle piante

Molto spesso capita, che i progetti di rinverdimento o la distribuzione di piante forestali, coinvolgano piccoli quantitativi di alberi (50/100/150/500 piante). Questo perché di norma il punto vendita più frequentato è il garden center di paese, l’agraria, la piccola rivendita per il giardinaggio, o i supermercati di paese.

Quali protezioni contiene Renashe?

Il Kit Renashe comprende tutto il necessario per proteggere una pianta.

Per kit intendiamo:

  • 1 Shelter 100% biodegradabile in cartoncino
  • 1 Quadrotta 100% biodegradabile in canapa
  • 1 Forcella in ferro per la chiusura della quadrotta
  • 1 Canna di bamboo per la chiusura dello shelter

Perchè Renashe?

Si crea così una certa “frammentazione” del mercato, che pone chi deve acquistare una pianta di fronte ad alcune esigenze:

  • Sono un ente, faccio un progetto, mi servono pochi pezzi
  • Sono un privato, compro 5 o 6 piante cerco un kit tutto compreso
  • Ho preso le piante gratis dalla regione, ma vengono deturpate dagli animali selvatici
  • Sono un giardiniere, devo mettere giù 50/60 piante, non voglio comprare un pallet di roba per avere un buon prezzo
  • Sono rimasto senza shelter o quadrotte me ne servono 45/50 me li potete vendere sholti?
  • Nell’orto botanico di casa mia, non voglio plastica
  • Venire consigliato da chi vende le piante su quale prodotto sia necessario utilizzare per proteggere le piante
  • Salvaguardare l’acquisto (come faccio per fare in modo che la pianta cresca bene e mi diventi bella?)
  • Cerco dei sistemi che non mi volano via in mezzo al campo
  • I sistemi di difesa devono durare il più possibile
  • Quando sfalcio l’erba devo capire dove ho piantato la pianta
  • Mi serve tutto (e subito)
  • Ne prendo 1 o due in più di scorta perché così non devo tornare al vivaio tutti i minuti se succede qualcosa

Queste sono solo alcune delle necessità che molti clienti ci raccontano. Ascoltando le loro richieste abbiamo pensato: perché non fare un kit, che contiene tutto il necessario per proteggere poche piante?

Poi ci siamo detti, perché non fare un packaging, che sia facile da trasportare o da stoccare in negozio?

Alla fine, avevamo a disposizione una marea di combinazioni, ma siccome siamo anche noi stessi, in primis, amanti delle piante, abbiamo scelto di farlo completamente a base di prodotti biodegradabili.

Shelter protezione piante Renashe: il primo shelter 100% Biodegradabile Certificato in Italia

Gli shelter, per i meno esperti, vengono chiamati anche “tubetti protettivi” o “maniche protettive” per alberi.

Gli Shelter presenti all’interno dei kit Renashe sono biodegradabili, perché vengono realizzati al 100% in cartoncino biodegradabile.

Vengono posizionati intorno alla base delle giovani piante e si chiudono avvolgendoli in rotondo, (come un tubo) e facendo passare una canna di bamboo all’interno delle apposite fessure, per evitare che si aprano.

Il grande plus di Renashe è che il modello di shelter proposto dal Kit Biodegradabile viene realizzato in Italia, ed ha ottenuto la Certificazione CSQA che ne attesta la completa degradabilità del materiale senza residui di micro plastiche o elementi nocivi per l’ambiente.

Questa caratteristica, unica in Italia, lo rende compatibile anche con l’utilizzo in agricoltura biologica, biodinamica o all’interno di filiere controllate per la produzione di alimenti.

Come distinguere Renashe dai normali shelter protezione piante in vendita online?

Renashe, di norma, viene venduto nei vivai, nei garden center, nelle agrarie o nelle grandi distribuzioni di piante, poiché i kit si abbinano alle piante o vengono richiesti da giardinieri, tecnici del verde, professionisti del verde e privati con aziende agricole o frutteti.

L’importante è verificare che ci siano le certificazioni di biodegradabilità di shelter e quadrotte e che  la confezione sia integra.

Spesso infatti, chi vende piante, abbina varie tipologie protezioni per piante (shelter) non biodegradabili a feltro per piante biodegradabile, ma senza certificazione.

Ci deve essere il codice a barre di Tutor International Srl stampato sulla confezione

Il Pack Renashe S15
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