Dissesto idrogeologico: strategie di ripristino

Meteo sempre più estremo, scarsa manutenzione, poca prevenzione: quando serve il consolidamento del terreno

Negli ultimi anni, in parte a causa dei cambiamenti climatici, in parte a causa dello sviluppo edilizio, capita spesso di dover intervenire in modo emergenziale per porre rimedio ai danni causati da fenomeni climatici sempre più estremi.

Alluvioni, bombe d’acqua, frane e smottamenti, valanghe, sono sicuramente eventi spesso imprevedibili che lasciano danni enormi al territorio.

In questo caso, le tempistiche di intervento sono lunghe e spesso devono obbligatoriamente coinvolgere la progettazione e l’ingegneria idraulica, oltre che gli enti di bonifica del territorio.

Nel quotidiano, tuttavia, ci sono tantissime persone che subiscono da questi fenomeni danni minori, ma necessitano di sistemi pratici e funzionali, per ripristinare ad esempio un cortile, una piccola scarpata o un viale di accesso alla propria abitazione.

Ripristino delle scarpate post frana: tecniche e soluzioni

Come si interviene attualmente, quando c’è un piccolo smottamento o una scarpata da ripristinare?

In primis, se lo smottamento è adiacente ad una strada adibita al traffico veicolare (comunale, provinciale o statale) di fatto intervengono gli organi competenti che applicano segnalazioni di pericolo, cartelli, transenne o reti di contenimento per scarpate, utili per prevenire ulteriori distacchi di terren0.

Successivamente vengono allertate le squadre di intervento e se c’è un blocco alla circolazione o un elevato pericolo, si può anche pensare a segnalare un percorso alternativo ai cittadini, che permette di aggirare l’ostacolo.

Chi interviene solitamente è una impresa di costruzioni specializzata in movimento terra, o dei tecnici comunali, che rimuovono detriti tramite mezzi adeguati (escavatori, camion o trattori).

Come fermare un terreno che frana: strategie di consolidamento

Per ripristinare la carrabilità adiacente al perimetro della frana, o fermare un piccolo smottamento, si procede con un alleggerimento del terreno franato, rimuovendo la parte superficiale di terra e si procede sondando l’area alla ricerca di eventuali falde acquifere sottostanti ancora attive.

Qualora emergessero delle falde acquifere o vi fosse la totale assenza di cunette o fossati di sfogo, è consigliabile fare un drenaggio di superficie, per incanalare l’acqua e dirigerla verso il primo ruscello disponibile. Le sacche d’acqua, infatti, fungono da “scivolo” per il terreno di superficie e se non vengono gestite, contribuiscono a mantenere attiva la frana.

Dopo aver completato il drenaggio, una volta bonificata l’area, si procede con il ripristino del terreno franato, realizzando un terrazzamento o un livellamento del suolo.

Soluzioni per il contenimento del terreno post alluvione o frana

ESEMPIO "PALIFICATA" IN LEGNO

ESEMPIO GABBIONI-RETI CON SASSI

Gabbioni sassi ripristino frana tutor international srl

ESEMPIO DI NEW JERSEY IN CEMENTO

Solitamente, per contenere un piccolo smottamento o una frana di dimensioni circoscritte, si utilizzano vari metodi.I contenimenti servono soprattutto a consolidare il terreno o evitare che porzioni di terra invadano le carreggiate o i cortili, durante le fasi di assestamento, post frana.

Ci sono vari metodi e tecniche, per eseguire un contenimento, che si diversificano in funzione dell’altezza, della curvatura o dell’esistenza di manufatti edili nelle vicinanze (es, fondazioni, pali strutturali antisismici, muri, plinti o asfalto…)

Partendo dai sistemi di contenimento del terreno meno costosi, come può essere una “palificata” in legno (ossia un contenimento del terreno costruito con dei pali in legno disposti a terrazzamento), si arriva fino a delle vere e proprie fondamenta stradali, con pali in cemento armato profondi fino a 20 metri nel terreno.

I problemi del legno, tuttavia sono l’elevato costo di manodopera per la costruzione e la durata del legno, che tende a marcire nell’arco di qualche anno.

Un’alternativa , più costosa ma abbastanza rapida da realizzare sono i Gabbioni metallici riempiti con sassi e pietre locali, ma si tratta di sistemi instabili e pesanti, peggiorativo quindi per il fronte franoso.

Salendo progressivamente di costo, ma mantenendo una bassa complessità realizzativa, si passa ai famosi “New Jersey” (architravi in cemento armato pre-compresso) posizionati lungo un percorso. Facili e veloci da posizionare ma con altezze molto ridotte (fino a 50-70 cm).

Gli interventi più complessi, come dicevamo in precedenza, sono delle vere e proprie opere di bonifica e consolidamento strutturale, con pali profondi 12/16 metri in calcestruzzo armato e plinti strutturali, ideali per interventi di rinforzo delle fondamenta.

In questo caso, i costi sono estremamente più elevati, ed è necessario passare obbligatoriamente dalla progettazione perché si tratta di interventi molto costosi e geologicamente impattanti.

Ironwall e acciaio corten: vantaggi rispetto a gabbioni e palificate

Ironwall è un sistema di contenimento in acciaio corten, disponibile in 3 altezze 36cm, 48,5cm e 73,5cm che potrebbe risultare utile, in caso di ripristino di piccole smottamenti o ripristino del territorio dopo un periodo di assestamento (post frana).

La sua utilità è quella di ripristinare il terreno di superficie o creare dei mini terrazzamenti, più leggeri dei gabbioni in ferro e sassi e decisamente più duraturi nel tempo di una palificata in legno.

Il principale vantaggio di Ironwall rispetto a queste soluzioni (ma anche ai New Jersey in CLS), sta nel suo peso (molto inferiore), nella possibilità di curvare o nella versione RIGIDA, per i tratti dritti.

Inoltre l’acciaio corten presenta caratteristiche di resistenza superiori, che lo rendono ideale per ambienti esterni dall’aspetto estetico curato e paesaggistico.

Dove non è necessario fare interventi di grandi dimensioni o semplicemente in tutti quei casi dove sia necessario creare dei terrazzamenti in quota fino a 50/60cm, IRONWALL rappresenta una soluzione facile da installare, leggera e resistente.

Vantaggi dell’acciaio corten: durata, resistenza e facilità di installazione

Il sistema di Contenimento Ironwall, è un prodotto industriale e si tratta di lamine lunghezza 3 metri realizzate in acciaio corten.

Le lamine, prevedono dei supporti di fissaggio centrali già installati e piastre di giunzione porta palo che vanno semplicemente imbullonate tra di loro, senza saldature o senza lavorazioni particolari.

Non sempre, infatti, è disponibile energia elettrica per poter saldare, tagliare o calandrare i metalli in campo.

Ironwall PLS, nella sua versione Standard nasce per poter essere curvato e sagomato senza dover andare in calandratura in officina. La versione PLS – R (rigida) è invece progettata e viene costruita specificatamente per i tratti dritti, dove la lamina (spessa 2mm) deve resistere al peso del terreno e non deve “spanciare”.

Entrambe le versioni di Ironwall, si fissano con degli appositi Pali a T, che vengono infissi nel terreno ad una profondità doppia, rispetto alla lamina.

L’acciaio corten, tuttavia, rappresenta un PLUS del prodotto, rispetto al legno o ai filamenti di ferro zincato dei gabbioni perché si tratta di un metallo molto più duraturo e resistente alle intemperie.

Che differenza c’è tra l’acciaio corten e il ferro artigianale?

Rispetto alle lamine di ferro grezzo che si possono reperire facilmente dal fabbro o nei negozi di metalli, l’acciaio corten è una lega industriale, progettata per l’architettura o l’ingegneria.

La lega è composta da altri metalli o elementi (ad esempio come il fluoro, il nichel e il rame) che donano al prodotto delle caratteristiche particolari e la capacità di auto-ripararsi.

Con il processo di ossidazione naturale (stando all’acqua ed asciugando), l’acciaio corten si fortifica, migliorando le sue performance di resistenza alla corrosione (cor) e resistenza alla tensione (ten).

Da questo fenomeno ne deriva il nome (Cor-Ten) e per queste caratteristiche si distingue dagli acciai di tipo Carbonico (che tutti chiamano banalmente ferro).

Il ferro o gli acciai carbonici con i cicli di bagna-asciuga, hanno una ossidazione diversa rispetto al corten, che produce il decadimento delle molecole di carbonio e il distacco di parti del metallo.

Il risultato di questo processo è la foratura o il degrado in tempistiche più rapide del materiale.

L’acciaio CorTen, grazie a una patina protettiva che sviluppa rimanendo esposto all’aria, rallenta protegge la lamina nel tempo e ne mantiene “il cuore interno” inalterato.

Giusto per avere un metro di paragone, a parità di spessore, l’acciaio corten di Grado A che utilizziamo noi (prevalentemente destinato al settore landscape ed architettonico) riesce a durare fino a 8 volte di più rispetto al ferro grezzo delle lamine artigianali che utilizzano i fabbri.

Conclusioni e idee sull’utilizzo di Ironwall

Ironwall, non è un prodotto studiato e sviluppato solo per il ripristino del territorio.

Si può applicare sia in giardini che in opere pubbliche, per realizzare aiuole in quota, delimitare aiuole esistenti, aumentare i volumi di terriccio attorno a piante o siepi.

Nel settore del landscaping, viene utilizzato anche per realizzare mostre ed esposizioni temporanee, come quella del Giardino del Giardino Delle Armonie di MyPlant & Garden 2025.

Il vantaggio di avere un sistema industriale così versatile e facile da installare permette anche agli artigiani abituati all’utilizzo del cemento, di recuperare spazi, diminuire gli ingombri dei contenimenti e progredire dal punto di vista dell’ecologia.

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